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ARGOMENTO: sicurezza e subacquea tecnica

sicurezza e subacquea tecnica 26/10/2009 20:58 #31

  • Baron Gautsch
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Tutto molto interessante[;)]
A questo punto del discorso sulla sicurezza mi sembra d'obbligo riflettere sul ruolo del nostro compagno di immersione.
Potremmo fare tutto come se non ci fosse, oppure immergerci da soli, oppure far conto sul compagno per la nostra sicurezza (questo con vari livelli di coinvolgimento nella soluzione di un problema).

La mia opinione (attuale[;)]): ho smesso da tempo di immergermi da solo, molto di questa scelta è dipeso dall'uso del REB e dal desiderio di due okki in più su cosa sto facendo e cosa fa il "cucciolo" [}:)].
Non pianifico le mie immersioni contando sull'ausilio del compagno: nè x le scorte di gas, nè x altri tipi di interventi;tuttavia (esperienza) in alcune condizioni critiche, dove tutto sta andando a putt...ehm volevo dire storto! l'intervento di un compagno fidato, con sangue freddo e ke sa il da farsi[:)] può fare la diffrenza[;)]

Se si tratta invece di "normale amministrazione" beh niente di più pacifico di lanciare un pallone in due, farsi tirar fuori una frusta aggrovigliata sotto il GAV, recuperare il corrugato finito chissí  dove, scogliere qualche nodo del cavolo..stupidaggini alla fine, ma ke ti semplificano la vita [:)][:)]
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sicurezza e subacquea tecnica 27/10/2009 18:45 #32

  • ling
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Solo un inciso, vorrei ricordare ai non affiliati TSA, che la TSA (scusate la ripetizione [:)]) pone grande importanza al compagno d'immersione in termini di sicurezza.
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sicurezza e subacquea tecnica 27/10/2009 19:02 #33

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concordo assolutamente![;)]

ripensando ad esempio alla riserva "rocky bottom", quella cioè che permette all'ultimo minuto del tempo di fondo (fine fase operativa) al verificarsi di un'emergenza di raggiungere comunque la quota del cambio gas, in caso di problema critico che ci impedisce di usare tale riserva (ok è una possibilití  remota[:)]) la disponibilití  di gas del compagno è una importantissima ridondanza di sicurezza![;)][;)]
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sicurezza e subacquea tecnica 30/10/2009 01:15 #34

  • guediver
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ciao, per essere più chiari, non sto rinnegando nulla, sto solo dicendo, che l'addestramento non è tutto!
Puoi adestrarti per anni ma se non ti senti a tuo agio, non c'e nulla che tenga.
Ho amici con il tech 2 che si sentono a meno agio di me anche a quote inferiori.
Altri che non hanno nulla a che vedere con la gue, ed addottano un loro singolare modo di immergersi, si trovano perfettamente a loro agio, anche con un addestramento inferiore, con meno ore di esercizi, ecc.
Quello che mi fa riflettere sull' addestramento gue , che nonostante tutto ritengo validissimo, e' l'ostinazione a voler ottenere un assetto perfetto, perdendo centinaia di ore a fare esercizi, per poi trovarti a "cacarti"nella muta appena scendi un metro in più o appena sei costretto ad uscire dagli schemi che ti sei creato.
Mi sto convincendo che , se vuoi fare qualcosa di più non è la quantití  di ore di esercizio che fai, ma semplicemente arrivare per gradi al tuo limite e spostarlo sempre più in lí .
In concreto, se non ti muovi mai da quella quota e non cerchi mai di fare qualcosa un pelo oltre le tue capacití  non progredisci.
Anche sbagliando, nei limiti, senza dover per forza rischiare la pelle, puoi imparare dai tuoi errori.
Sto inoltre maturando la teoria che un buon sub debba saper adeguarsi alle circostanze per poter raggiungere lo scopo.
La configurazione hoghartian e' perfetta, però devi anche saper plasmarti , adattarti nel caso un bel giorno, non possa immergerti in quel modo, nel caso quel giorno non puoi attuare le tue procedure standard che hai imparato a memori.
Fossilizzandoti su un sistema, hai poi delle problematiche quando per esempio decidesti di passare ad un circuito chiuso.
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sicurezza e subacquea tecnica 30/10/2009 01:22 #35

  • guediver
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dimenticavo, la didattica dir gue non si limita ad una configurazione di atrezzature.
Il suo punto di forza e' il sistema di coppia e il teem.
E' verissimo quanto dite che in caso di problemi hai il gasa calcolato per rientrare con l'aiuto del compagno, e nel caso hai delle stage di fondo.
Purtroppo se vuoi rispettare gli standard devi per forza immergerti con un altro gue ,o qualcuno che conosca tali pianificazione , cosa che non e' quasi mai vera al di fuori del "clan"dir . (poi ci sono i presunti o che si spacciano tali, ma questa è un altra storia, ce ne sono tantisimi che pensano di eserlo solamente perche' hanno una config hoghartian).
Per questo ritengo che un minimo di flesibilití  , o plasticita' mentale non faccia male al gue diver.
Almeno hai la possibilití  di scendere con altri che non hanno il tuo stesso addestramento, cosa che ritengo positiva visto che questo sport è bello farlo in compagnia e scambiarsi esperienze.
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sicurezza e subacquea tecnica 30/10/2009 12:37 #36

  • Lorenzo
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Quello che intendevo dire io è invece che non solo i dir utilizzano quel sistema di scorta dei gas. Forse in fase di pianificazione possono essere definiti scenari differenti come la durata della deco o il tipo di gas (per noi non sempre è "rigido", ma opssiamo farci il gas che ci pare), ma non le scorte di gas.
Però in termini di sicurezza spesso si fermano alla sola configurazione, senza tenere conto di tutto il resto.
Come diceva Armando (Baron G.), per noi la flessibilití  è un'opportunití  e non un limite.
Niente di quello che ho scritto è vero, sono uno che dice sempre bugie.
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