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ARGOMENTO: controdiffusione isobarica

controdiffusione isobarica 10/10/2009 13:49 #13

  • maverick70
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Maverick70 è qui che segue con estremo interesse la discussione in atto. Mi sono volutamente tenuto da parte per non influenzare la discussione e poter trarre le bebite conclusioni. Per le conoscenze che ho allo stato attuale, forse quando avro' letto gli articoli scientifici potro' essere più preciso, la controdiffusione isobarica è un fenomeno che avviene a compartimenti saturi, quindi riguarda la fase di risalita, dove l'aver mantenuto durante tutta l'immersione l'azoto entro i limiti di non decompressione non ci protegge assolutamente dalle conseguenze del processo in esame. Infatti la contemporanea desaturazione compartimentale da parte dell' elio unita alla contemporanea saturazione di azoto aumenta la velocita' di uscita dell'elio con le conseguenze che conosciamo soprattutto a livello vestibolare....Il vero problema e' che, come giustamente è emerso dalla discussione in atto, non ci sono dei valori assoluti da rispettare circa per esempio l'incremento della pressione parziale di azoto tollerabile a livello della profondití  del gas switch, e quindi come al solito, in questi casi bisogna basarsi sull'esperienza. Ecco, forse dalla discussione in atto mi pare che questo aspetto non si tanto venuto fuori: è meglio seguire la regola che dice che al gas switch l'incremento percentuale dell'azoto deve essere contenuto entro 1/5 della contemporanea riduzione percentuale di elio, o il valore di incremento della pressione parziale di azoto intorno a 0,5 puo' essere considerato un valore giustamente conservativo?A questo punto però mi insorge spontanea un'altra domanda:conviene sostituire come miscela deco standard, nelle immersioni in trimix, la classica EAN 50 con magari una 50/20 50/25 giustificando anche l'aumento dei costi con uno standard di sicurezza più elevato? L'ultima considerazione che vorrei fare che forse nell'ambiguití  conviene prendere come riferimento i valori più conservativi pur malgrado a scapito di un gradiente desaturativo meno efficiente....
un saluto a tutti
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controdiffusione isobarica 10/10/2009 16:17 #14

  • Lorenzo
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Per decidere che gas deco utilizzare, conviene anche sapere che gas di fondo usi. Se usi miscele molto ricche di He, presumibilmente prima del Ean 50 o del 40, probabilmente dovrai utilizzare un altro gas deco, contenente una % di He, ed il problema si risolve da sè.
Niente di quello che ho scritto è vero, sono uno che dice sempre bugie.
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controdiffusione isobarica 10/10/2009 23:26 #15

  • Baron Gautsch
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Concordo con Lorenzo.[;)]

Nell'impossibilití  di avere una quantificazione certa del fenomeno che possa permettermi di scegliere il "delta" corretto fra il gas di fondo ricco di He e il nitrox decompressivo (di solito uso l'EAN40) avendo comunque bisogno di alzare la pressione parziale dell' O2 per la deco, scelgo in risalita un TRiox che risolve da solo il problema come un 20/30 o 30/30 secondo le condizioni, il piano deco e il controllo dell'esposizione al CNS [:)]
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controdiffusione isobarica 12/10/2009 09:13 #16

  • ling
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Per Maverick70, naturalmente aspettiamo di conoscere le eventuali novití  che potrai trarre dalla lettura degli articoli in tuo possesso.
Ciao.
Lino.
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controdiffusione isobarica 12/10/2009 19:39 #17

  • maxx
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Per B.G. e L.:

Il problema si risolve <i>da solo </i> soltanto se i gas utilizzati sono tali che dopo ogni gas switch si abbia desaturazione, in tutti i tessuti, di <i>entrambi </i> gli inerti (e non generare , per uno dei due, in questo caso l'azoto, la condizione contraria, cioe' <i>risaturazione</i>).
E questo si ottiene solo se, dopo ogni gas switch in risalita, il nuovo gas respirato (contenente giustamente meno elio) non contiene maggiore azoto, ovvero garantisce un "salto" della pp di azoto respirato pari a <i>zero</i> o meglio ancora negativo.
Questo non è quindi garantito se passo da un 30/30 a un EAN 40, con la % di azoto che passa dal 40 al 60 %.

Per m.70:

Non sempre, specie per immersioni con alte frazioni di elio, l'ideale "delta zero" di cui sopra e' attuabile. Però ci si puo' molto avvicinare, ad esempio con le "regole" da te citate: la "regola del quinto", con le miscele normalmente utilizzate e quote entro i 100 metri, equivale circa alla regola del "delta ppN2 respirato", ponendo come delta limite 0,2 -0,3 bar (che e' quello che in sostanza faccio io).
Con appunto alcune scelte da ciò derivanti, fra cui in alcuni casi il 50/20 anziché il 50.
Si tratta di "regole" certo "approssimative" , ma "di buon senso" , che derivano dalle considerazioni gia' discusse e da alcuni, sia pur rari, incidenti realmente verificatisi.

Essendo il loro problema solo il costo (che è una piccola frazione del costo totale di una immersione tecnica) e, se si seguono i software, qualche minuto di deco in piu', personalmente non ho dubbi .

Massimo
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