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ARGOMENTO: E' tutta questione di geni.

E' tutta questione di geni. 18/03/2015 22:55 #1

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Stasera grande allenamento all'aria profonda, come dite ...? 100 vasche di nuoto? 10 km di corsa? lunga ed estenuante seduta di palestra seguita da sauna? Macchè, quella è la solita routine, il solito allenamento, stasera si è fatto sul serio: grande grigliata con abbondante bevuta.
Mi spiego meglio. Io, di solito, non bevo mai tranne che in casi particolari tipo feste o serate tra amici, dove ci scappa la birretta o il bicchiere di vino. Stasera mia moglie mi convince a grigliare delle costine che, da tempo, stavano nel congelatore ... più che giusto. L'altro giorno mi hanno regalato una bottiglia di Dolcetto di Ovada ( rosso, 13° ), non l'ho mai assaggiato, la sturo ... buono. Mangio e bevo a profusione, arrivato all'ultimo bicchiere ( mia moglie è astemia) comincio a sentire le sensazioni che di solito, e non sempre, sento verso i -60 in aria. Sono comunque lucidissimo e potrei "scendere" ancora, ma la bottiglia è finita e non mi sembra il caso di aprirne altre, bisogna sapere quando è il caso di "tenere la quota di comfort".
Morale ... da buon Sardo reggo il vino anche se bevo molto di rado, figuriamoci se fossi "allenato". Cosa volete che sia una bottiglia di, seppur buono, Dolcetto di Ovada in confronto ai fiumi di Cannonau, e non solo ... , che da innumerevoli generazioni fanno parte del ns. patrimonio genetico. Poco più che un aperitivo. Non ne siete convinti? Provate voi a mangiare 4 o 5 seadas ( di quelle che fa mia mamma: 1 vale almeno 5 di quelle del ristorante, come minimo! ) innaffiate da, almeno, un paio di bottiglie e non sentirle, anche se capita di rado, che mancano le "occasioni", altrimenti potrebbe tranquillamente essere "pane quotidiano".
Morale? Fate voi.
Come dite ... ? La tecnica, l'addestramento, la standardizzazione? Certo, tutte cose buone e sante, ma senza la predisposizione genetica ... c'è poco da fare. Potete allenarvi quanto volete, ma 5 seadas di mamma e 2 bottiglie di quello buono non le reggete lo stesso, credetemi.
Peccato che non avendo in casa, momentaneamente, del buon Mirto abbia dovuto ripiegare sull'Jagermeister dopo il caffè ... che volete, nessuno è perfetto.

Adiosu.






P.S. questa mia non vuole essere un inno all'acoolismo, nè, tantomeno, all'azzardo in immersione. Una riflessione, semplicemente una constatazione di un dato di fatto, risaputo: la subacquea non è per tutti, le fonde in aria neanche, le abbuffate di quí¬ sopra tantomeno, bisogna esserci nati. Io non riuscirei mai a mangiare la foca cruda come gli Inuit ... .
Senza considerare che, in immersione,basta risalire di qualche metro per "riprendersi", ma quando si mangia e si beve a modo nostro ... non finisce mai ... o ci nasci per certe cose, o è meglio lasciar perdere. ( il rimedio è semplice, basta far colazione, il giorno dopo, con del buon joddu fatto in casa ... eheheh ;) )
mai strach


l'Uomo non può scoprire nuovi oceani, se non trova il coraggio di perdere di vista la riva.



HElio, O2lio e peperonciN2o
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