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ARGOMENTO: Rebreather: come e perché

Rebreather: come e perché 06/02/2013 16:56 #1

  • Lorenzo
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Ciao a tutti,
provo a ricominciare un thread in merito alle scelte di ognuno relativamente al "suo" reb. Non mi interessa sapere se o perchè è il migliore, ma perchè è stato scelto, con quale intento e con quale filosofia. Ognuno avrí  la sua e a me vanno bene tutte.
Grazie. Lorenzo
Niente di quello che ho scritto è vero, sono uno che dice sempre bugie.
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Re: Rebreather: come e perché 18/03/2013 10:48 #2

  • A.C.M.Mako
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Ciao Lorenzo,
ho scelto un MCCR.

Personalmente ritengo che nessun rebreather e' rock solid, semplicemente perche' l'anello debole non e' il rebreather, nemmeno tanto i limiti del reagente, quanto l'elettronica e sopratutto i sensori O2.

Secondo il mio modesto parere, utilizzare una macchina che gestisce autonomamente la pressione parziale attraverso l'elettronica, inevitabilmente determina - ovviamente a lungo termine - un abbassamento del livello di attenzione.

La lettura dei sensori deve essere compresa, interpretata e - se/quando opportuno - verificata anche durante l'immersione.

Allo stato, l'elettronica - sebbene in alcuni casi sia in grado di verificare il buon funzionamento dei sensori - assume il dato rilevato senza alcuna cognizione intellettiva - com'e' ovvio che sia mancando di un cervello umano.

Considerato che, in circostanze pericolose "difficilmente" affiderei spontaneamente ed IN TOTO la mia vita ad un altra persona (salvo causa di forza maggiore), maggiormente ad un sistema automatizzato; percio' preferisco mantenere sempre ed attivamente l'elevato livello di attenzione e di controllo dei parametri vitali e dell'esattezza della loro lettura durante un'immersione in circuito chiuso.

Concludendo e ribadendo il concetto, ritengo che, attesa la buona progettazione, realizzazione e funzionamento della macchina, in generale un MCCR - sebbene implichi maggiori interventi da parte dell'operatore - incrementa il margine di sicurezza rispetto ad un elettronico.

Bye
Vin
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Re: Rebreather: come e perché 18/03/2013 12:39 #3

  • Lorenzo
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Grazie! Ciao.
Niente di quello che ho scritto è vero, sono uno che dice sempre bugie.
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Re: Rebreather: come e perché 01/04/2013 18:54 #4

  • poseidon
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Ciao Lorenzo.
Non posso che confermare al 100% quello che ha scritto Mako.
Io sono 2 anni che sono passato al Reb, un mCCR Megalodon Copis, scelto dopo lunga valutazione.
Un mCCR ti obbliga ad essere sempre attento e vigile alla lettura dei sensori e dell'hud e alla gestione della Ppo2.
Sei tu che fai funzionare la macchina e questo a me da tanta sicurezza.
In acqua si va sempre con la testa e purtroppo ho visto rebretheristi andare in acqua con l'elettronica accesa e cervello spento.
Al minimo problema, sei morto.
Perché ho scelto il Meg? Principalmente per la qualití  costruttiva e per l'istruttore.
Ogni macchina ha i suoi pregi e suoi difetti.
Il Meg é costruito molto molto bene ed é solidissimo. L'elettronica é nella testa, cosa che può essere un pregio e un difetto. Nel copis l'elettronica é solo di lettura sensori e hud ed é perfetta.
Come é stato concepito, ha un GRAVISSIMO difetto SEMPLICEMENTE risolvibile; l'immissione manuale di ossigeno nel sacco di inspirazione.
Basta invertire le fruste ed il problema é risolto.

Una cosa posso dirti; il reb richiede tanta dedizione e allenamento.
Ad oggi non ho ancora raggiunto le quote che facevo in CA ma pazienza.
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Re: Rebreather: come e perché 02/04/2013 11:24 #5

  • Lorenzo
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Non mi addentro ovviamente nel gravissimo difetto, grazie comunque della risposta.
Per curiosití , oltre al funzionamento, quanto è diverso il costo (parlando di nuovo) tra un "meccanico" ed un "elettronico"?

Ho poi avuto modo, in fiera e non solo, di vedere una nuova linea di Reb (posso chiamarli cos�) della Hollis: cosa ne pensate?

Ciao. Lorenzo
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Re: Rebreather: come e perché 02/04/2013 12:18 #6

  • A.C.M.Mako
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Non ne farei una questione di prezzo!

Tieni ben presente fin da subito che utilizzare il rebreather significa incrementare i costi e non ridurli.
Tra reagente, ricambi, sensori, strumentazione di controllo e verifica e menate varie... l'economia derivante dal minor consumo di elio e' ben poca cosa (mio parere).

Premesso tanto, se ci si accinge al confronto tra meccanici ed elettronici e' possibile evitare di fare paragoni come la carne col pesce solo in pochissimi casi; ad esempio con il Megalodon che e' venduto sia in versione con controllo elettronico che meccanico, quinid con una progettazione di base sostanzialmente invariata.

Se poi inizi a fare confronti tra macchine a controllo elettronico, noterai che hanno caratteristiche proprie e prezzi anche assai differenti.

Quello che ti suggerisco di considerare maggiormente nella valutazione sono sempre le specifiche caratteristiche dell'apparato e non il prezzo.

Se ti interessa valutare meramente il risparmio tra l'acquisto di un MCCR rispetto ad un ECCR, considera che il prezzo di un meccanico varia tra i 4 e 6 mila euro, mentre un elettronico parte dai 6 mila euro... detta proprio cosi' a spanne.

Ma se si tratta di acquistare il primo rebreather, forse - mi permetto - potrebbe essere opportuno pensare ad un approccio per gradi, magari partendo da un semichiuso, che tra l'altro potrai trovare - magari seminuovo o ricondizionato - ad un prezzo abbastanza abbordabile (ad esempio per un Azimuth oppure un Voyager).

A tanti e' capitato di non riuscire proprio ad entrare in simbiosi con l'apparato... abbandonandolo definitivamente poco dopo l'acquisto.
E' bene mettere in conto anche questa possibilita'.

Bye
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