SOPRA E SOTTO IL LAGO D'ORTA

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Sabato 7 Luglio ha avuto inizio sulle rive del lago d'Orta in località Bagnera l'attesissima manifestazione "Sopra e sotto il lago" che si prefiggeva come obbiettivo principale la promozione turistica di un lago "tornato a vivere" solo dopo un risanamento promosso dal CNR in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale di Novara, il Consorzio Depurazione del Cusio, la Comunità Montana e le ASL competenti per riportare il PH del lago a valori nella norma, permettendo così la ripopolazione della flora e della fauna lacustri che, a causa degli agenti inquinanti, si erano quasi totalmente estinte.
La manifestazione ha debuttato con un programma espressamente dedicato ai ragazzi con età compresa tra gli 8 e i 14 anni: in questa occasione ben 25 giovinetti hanno avuto l'opportunità di avvicinarsi per la prima volta al mondo della subacquea immergendosi con autorespiratori e di scoprire le numerose forme di vita che si celano nelle verdi acque del lago.
Ad accompagnare i ragazzini in questa emozionate avventura gli istruttori (TSA, FIPS e CMAS) del Sub Novara Laghi.
Ogni istruttore si è occupato di un singolo bambino, l'ha seguito nelle operazioni di vestizione e lo ha condotto fino ad una profondità di 3/4 metri. I ragazzini hanno così scoperto un nuovo modo di vivere e di relazionarsi con il lago.
Terminato l'intenso pomeriggio l'attenzione si è spostata sull'importante conferenza voluta dagli organizzatori dell'evento e tenutasi presso l'Hotel San Rocco nel centro della cittadina medioevale di Orta San Giulio. All'incontro hanno partecipato come relatori: il Sindaco di Orta San Giulio, Stefano Cusinato, l'Assessore al Turismo della Provincia di Novara, Silvana Ferrara, l'ingegnere Riccardo De Bernardi del CNR, il rappresentante del DAN EUROPE, Massimo Pieri, e un protagonista di eccezione per tutti gli appassionati di apnea, Gianluca Genoni. Tra il pubblico spiccavano il Sindaco di Pella, Nello Francesco, un noto fotografo del settore, Claudio Ziraldo (che al temine ha omaggiato i redattori con un suo libro di fantastiche fotografie subacque), il Presidente della TSA, Claudio Corti, e parte dello staff che ha supportato Genoni in tutti i tentativi di record, tra cui Alfonso Sacco e Pino Banzato.
Il dibattito ha posto l'accento sull'importanza del rilancio turistico del lago d'Orta e sulla necessità di rendere più sicura e accessibile la subacquea anche attraverso la ricerca, questione di cui si occupa in prima linea il DAN. È per questo che la manifestazione prevedeva la possibilità, in collaborazione con DAN EUROPE, da parte di chi, tra subacquei e apneisti volesse contribuire alla ricerca, di sottoporsi ad un ECO DOPPLER, un test attraverso il quale si può verificare il numero di bolle di gas inerte (azoto o elio) che sono presenti del corpo di un subacqueo o di un apneista dopo un'immersione. Ad emozionare tutti, grandi e piccoli, con i suoi racconti è stato però Gianluca Genoni il quale ha simpaticamente commentato i filmati di due suoi riusciti tentativi di record (quello relativo al -137 e quello più recente dei -141), spiegando al pubblico presente in sala l'enorme preparazione che sta alla base della conquista di un record del mondo. Fulcro della manifestazione per i più esperti sono state le giornate di sabato 7 e domenica 8. Già di prima mattina fervevano i preparativi: i ragazzi della pro loco Orta San Giulio allestivano i gazebo sulla spiaggia, i volontari della croce rossa e del DAN preparavano gli strumenti necessari all'ECO DOPPLER e la protezione civile preparava il luogo per accogliere la sagra e il concerto che avrebbe animato la serata di sabato, il tutto mentre i primi subacquei già si preparavano per l'immersione.
Alla manifestazione erano inoltre presenti con i loro stand operatori del settore subacqueo come: DAN EUROPE, MARES, DIVING ONE (Tuor Operator), SCUBA PORTAL e TSA.
Alle 9.00, mentre un sottofondo musicale animava il tutto, le prime barche cominciavano a portare i subacquei alla chiatta che era ormeggiata a delle boe al largo, dove il lago raggiungeva una profondità massima di 95 metri. I sub potevano raggiungere quote di profondità differenti, secondo il livello di esperienza e di certificazione. L'unico vincolo per chi voleva sottoporsi all'ECO DOPPLER era di mantenere una profondità e un tempo di fondo prestabilito.
La TSA ha deciso in questa occasione e in collaborazione col DAN EUROPE di svolgere delle ricerche sulle tabelle di immersione trimix "TSA-Longobardi". A questo scopo i brevettati TSA si sono divisi in tre gruppi dei quali il primo gruppo si è immerso ad una profondità di fondo pari a 60 metri, il secondo pari a 70 metri e il terzo pari a 80 metri. Ogni gruppo ha rispettato un tempo di fondo di 15 minuti. Al termine dell'immersione ogni brevettato TSA si è sottoposto all'ECO DOPPLER. Per i risultati bisognerà ancora attendere, ma siamo fiduciosi che presto verranno divulgati. Nel pomeriggio è stato il turno degli apneisti i quali hanno prima assistito ad una dimostrazione da parte di Gianluca Genoni, che si è immerso a 90 metri, e poi sotto la sua supervisione e quella dell'intero staff di supporto, fornito dal Sub Novara Laghi, hanno potuto provare la particolare zavorra che era stata progettata e usata per stabilire il record dei -141 metri.
Gli apneisti che volevano provare la emozionante discesa con la slitta erano divisi in vari gruppi a seconda delle società di appartenenza. D'apprima hanno effettuato un'immersione di assaggio a solo -18 metri e successivamente due più impegnative, prima a -27 e poi chi se la sentiva a -40 metri, esperienza che tutti i presenti hanno voluto fare.
Durante le prove con la speciale zavorra da record tre coppie di subacquei con ARA fornivano assistenza alla massima profondità, a metà quota ed a circa 10 metri.
Lo stesso Gianluca Genoni ed il suo collaboratore Gabriele Brignola a turno in apnea seguivano gli apneisti. Gli allievi erano con le pinne e metà corpo all'interno della slitta, mentre Genoni e Brignola stavano circa 1,5 metri più in alto, pronti per ogni evenienza.
Il giorno dopo tutto l'iter, sia degli apneisti sia dei sommozzatori con ARA, si è ripetuto ma a profondità diverse: è stato infatti il turno dei così detti subacquei ricreativi che hanno raggiunto un profondità massima di 40 metri.
Sia per i subacquei sia per gli apneisti che si sono immersi domenica il DAN EUROPE ha offerto la possibilità di sottoporsi all'ECO DOPPLER, come era già stato fatto per quelli del sabato.
Speriamo che la manifestazione abbia contribuito allo sviluppo delle ricerche sostenute dal DAN EUROPE anche se quello che appariva chiaro a tutti è che il vero protagonista di questi tre giorni di manifestazione era il lago d'Orta e le sue amene spiagge. Noi tutti eravamo solo un semplice contorno o al più un mezzo per aiutare a far riscoprire le bellezze di questo piccolo lago tornato all'antico splendore.

Testo di Silvia Corti

Foto di Livia Renolfi e Mario Savoini

L'Immersione

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Nonostante non siano ancora le 8,00 di mattina, il sole è già alto sopra Orta, il che non può che farci piacere visto che siamo un po' infreddoliti dall'umida notte trascorsa in campeggio!
Dopo un veloce caffè scarichiamo l'attrezzatura e le bombole in prossimità del molo e prepariamo tutto per l'immersione.
Prima di andare in acqua trascorrono quasi un paio d'ore che spendiamo, oltre che per fare quattro chiacchiere con tutti gli amici presenti alla manifestazione, per espletare le formalità con il DAN ed accordarci sulle modalità di immersione.
Abbiamo modo di visionare con calma il campo d'immersione su una mappa cartacea:
ancorata al largo si trova una piattaforma, attorniata da tre boe; da ognuna di queste scende verso il fondo una cima con un trapezio finale posto in prossimità della profondità massima programmata per l'immersione che, a seconda di quale delle tre cime prendiamo in considerazione, è di 60, 70 o 80 mt.
Al termine di ogni cima c'è una bombola di gas di fondo risalendo poi, intorno ai 50 mt. di profondità, è stata collocata una seconda bombola di emergenza carica di gas di viaggio, in modo da poter sopperire a qualsiasi problema. Proseguendo poi verso la superficie, alla profondità di 30 mt., si trova un'altra bombola d'emergenza, questa volta carica di Ean40. Alla profondità di 15mt. si incontra una cima guida che conduce ad un sistema a trapezi posto sotto la piattaforma con tre trapezi posizionati a semicerchio alla profondità di 10mt. e ulteriori tre trapezi, anch'essi disposti a semicerchio, posti a una profondità di 5mt. ed equipaggiati con alcune bombole d'emergenza e narghillè di ossigeno puro.
Memorizzato bene tutto il sistema di cime, giunge l'ora di andare in acqua. Ci vestiamo con calma e saliamo a bordo dell'imbarcazione che ci condurrà, comodamente, nei pressi della piattaforma. Faccio parte del gruppo che raggiungerà gli 80mt. e, proprio noi, siamo i primi a partire.
Raggiunta la piattaforma, entriamo in acqua e trascorriamo un paio di minuti facendo gli ultimi controlli all'attrezzatura. Cominciata la discesa ci rendiamo subito conto che la visibilità, nonostante sia minore di quanto pronosticato, è soddisfacente (soprattutto rispetto agli standard del Lario o del Verbano). Raggiunti i prestabiliti 80mt. cominciamo a guardarci intorno: l'acqua è fredda (ma siamo adeguatamente attrezzati) e limpida, anche se il fondo non si vede e non ci sono pesci che vengono a curiosare! Alzando gli sguardi verso l'alto ci rendiamo conto di quanto sia stata precisa l'organizzazione delle cime guida e di quanto l'acqua sia effettivamente limpida, riusciamo infatti a vedere la bombola d'emergenza posizionata ben 30mt. sopra le nostre teste. I previsti 15' di fondo trascorrono velocemente e piacevolmente, complice anche la miscela Trimix che stiamo respirando (13\50) che contribuisce a mantenerci assolutamente lucidi e sereni.
La risalita procede senza alcun intoppo, lungo il descritto sistema di cime (creato dai ragazzi del Sub Novara Laghi) che risulta essere estremamente funzionale e, al termine della decompressione, una volta emersi, troviamo il caldo abbraccio del sole, oltre che la barca pronta a ricondurci a riva!
Giusto il tempo di togliere l'attrezzatura e liberarsi dei pesanti vestiti che indossiamo sotto la muta stagna e ci rechiamo allo stand del DAN per venire sottoposti alla prova doppler; riconsegnamo le "scatole nere" che ci erano state distribuite e che abbiamo portato con noi in immersione allo scopo di raccogliere dati e, tra la prima e la seconda prova doppler, compiliamo una scheda che include dati personali e profilo d'immersione.
Insomma, un'esperienza interessante per una bellissima immersione lacustre che, se possibile, non mancheremo certo di ripetere.

Alessandro Ziraldo

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Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2007

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