La Galea di Lazisedi Giorgio MerighiE' terminata la terza campagna archeologica subacquea sulla antica imbarcazione del'500 affondata davanti l'abitato di Lazise, meglio conosciuta come la "Galea di Lazise". L'obiettivo della campagna č stato quello di terminare il rilievo, iniziato nelle campagne precedenti, e di raccogliere il maggior numero di dati possibile per una precisa identificazione del tipo di relitto, l'unico conosciuto in Italia. I lavori sono stati possibili grazie ad un gruppo di sponsor privati, e sono stati condotti dalla ditta di lavori subacquei Platax srl di Roma, diretta per la parte scientifica dal Dr.Massimo Capulli, archeologo subacqueo. Il sottoscritto era responsabile della documentazione fotografica, subacquea e di superficie. La tecnica d'immersione utilizzata č stata quella tipica dei cantieri: singolo operatore in immersione, equipaggiato con gran facciale Kirby Morgan alimentato dalla superficie con un ombelicale composto da tubo BP per l'aria, cavo telefonico, tubo pneumo per la profonditą. Un operatore in stand by ed uno alla centralina di controllo, in costante collegamento telefonico. La profonditą operativa era di 27 mt, e le immersioni sono state condotte in aria. Le tabelle utilizzate erano le COMEX da lavoro, adottate dal Ministero del Lavoro Francese. Io ero il solo operatore autorizzato a scendere in SCUBA (configurato DIR ovviamente !), per la necessitą di lavorare svincolato dai turni e da un ombelicale che avrebbe causato sollevamento di fango dal fondo. Solamente durante l'ultima immersione di ieri, ho avuto la possibilitą di utilizzare un bibo 12+12 caricato di EAN 32, che mi ha permesso di stare sul fondo per quasi due turni di lavoro (per gli operatori i turni di immersione sono di 40' a 27 mt + 3' a 6 mt + 20' a 3 mt). Ho conosciuto un nuovo operatore giunto da Roma per sostituirne un altro che, inaspettatamente si č visto accettato alla Accademia Navale di Livorno. Il "sostituto" č stato Paolo Monachello, fotografo anche lui. Ultima cosa: l'imbarcazione d'appoggio era la "nave" di Coltri (21 mt), veramente molto comoda e adattissima per questo tipo di operazioni: per l'occasione č stata trasformata in vera "nave officina". Un ringraziamento al comandante Michele e al "mozzo" CLOTILDE. E' prevista per questo inverno, la presentazione del libro sulla "galea" (anche se di galea non si tratta) di Lazise, con relativa mostra fotografica. Seguirą a breve la musealizzazione dei reperti e l'esposizione al pubblico. Ulteriori notizie su questo relitto le potete trovare su www.mclink.it/assoc/assonet/arcart/it9301.htm Giorgio Merighi |