Immersione nel canale di Cherso

di Enrico Pegani - Aquafun Trimix Explorers


Continuano le immersioni dell’AQUAFUN TRIMIX EXPLORERS, gruppo di sub tecnici con sede in Trieste, alla ricerca di emozioni nell’Adriatico settentrionale e in Mar Rosso.
Nella giornata di ferragosto 2003, la meta prefissata e’ stata il punto più profondo del Quarnero in Croazia: il canale che separa l’isola di Cres (Cherso) e l’isola di Plavnik. A causa della morfologia del canale, tra le isole si incanalano le correnti con inusuale violenza e con il passare del tempo hanno determinato un aumento della profondità media di quel tratto di mare. Il tentativo di esplorazione era piuttosto ambizioso: discesa nel blu in una zona spazzata da forti correnti, condizionata dal passaggio di grosse navi e con una visibilità che normalmente sotto i 90-100 metri di profondità difficilmente supera i 3 metri. La giornata fortunatamente è stata caratterizzata da cielo solo leggermente velato e da un mare poco mosso. Il team era così composto:
il TSA Instructor Trainer Enrico Pegani e il TSA Trimix Diver 95 Tiziano Favaro fino alla massima profondità e il Trimix Diver 65 Enrico Tondo e Giorgio Flego fino alla quota di 65 mt. con funzione di supporto, oltre ad un folto gruppo di amici ad aria alle quote inferiori. Le miscele utilizzate sono state le seguenti: l’EAN 40 come miscela di trasporto e deco, trimix 9/65 e ovviamente l’O2 puro a 6 e 3 mt.
Dopo una scrupolosa sistemazione della cima di discesa e della stazione deco, i sub sono scivolati rapidamente fino alla massima profondità (-121 mt. sui computer Uwatec e –119 sul computer Delta P Vr3) incontrando le tenebre più profonde e una visibilità di circa 3 mt. Il fondale fangoso denotava purtroppo la presenza di alcuni rifiuti) l’inciviltà dell’uomo è arrivata fin qui!!!)
La risalita e le quote deco meno profonde sono trascorse senza particolari problemi e soltanto gli ultimi 10 minuti a 3 mt. sono stati caratterizzati dal cambio di marea che ha provocato una corrente veramente notevole, addomesticata fortunatamente dalle nostre joy-lines: dopo le forti emozioni di una simile immersione ci è sembrato stupendo “planare” come aerei, assicurati alla stazione deco.
Tale immersione ha fatto seguito a due precedenti tentativi nel 2001 e nell’anno precedente, falliti dal sottoscritto e dal TSA Trimix Diver Stefano Deste, costretti a fermarsi a – 111 mt. a causa della corrente fortissima che trascinò una zavorra di ben 20 kg. e dalla presenza di cime di nasse (questa zona è molto apprezzata dai pescatori per la presenza di molti scampi) che sono andate ad aggrovigliarsi sulla nostra cima di discesa.
La spedizione 2003 dell’Aquafun Trimix Explorers ha raggiunto un duplice scopo:
farci passare una giornata veramente diversa, ma soprattutto la possibilità di allenare la nostra psiche a condizioni veramente difficili (eravamo in Alto Adriatico) in previsione delle immersioni ancora più estreme che seguiranno nell’inverno 2003-2004 in Mar Rosso.


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Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2007

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