Il "San Marco"
Articolo pubblicato sulla rivista "IL SUBACQUEO" del mese di Settembre 2003 n° 364: Anno XXXI
Testo e Foto di Claudio Corti Video di Gianni Moliterni Ricostruzione storica e foto d'epoca archivio del Dr. Giorgio Spazzapan Nel mese di giugno del 2003 con altri soci del Gruppo Ricerche e Esplorazioni della Trimix Scuba Association mi trovavo in Sardegna per esplorare un relitto nuovo ed ancora mai visitato da subacquei. Favoriti dal bel tempo concludemmo le esplorazioni con alcuni giorni di anticipo, allora decidemmo di impiegare le due ultime giornate di tempo disponibile per esplorare anche il relitto del San Marco, poco lontano da Villasimius. Il San Marco fu affondato il primo giugno del 1941. Mentre era in navigazione da Civitavecchia a Cagliari venne attaccato col siluro da un sommergibile inglese: il "Clyde" che lo colpì. Erano circa le otto e cinquanta del mattino e la nave si trovava circa mezzo miglio a sud dell'isola Serpentara. Cronache dell'epoca dicono che l'affondamento fu rapidissimo, solo un minuto. Su questa nave si erano immersi sino ad oggi solo pochissimi subacquei, Stefano Masala di Cagliari, lo scomparso Enrico Saver e Alberto Angius anch'essi di Cagliari, nonché (i foresti) Marco Benvenuti di Trento e Massimo Bondone di Genova. Il diffondersi della conoscenza delle immersioni Trimix oggi porta sempre più persone ad affrontare con l'adeguata prudenza e preparazione queste notevoli profondità ma solo pochi anni or sono era tutta un'altra cosa. Ci siamo imbarcati sul gommone di Mario Rizzolo, partendo dal porto turistico di Villasimius, ed in meno di mezz'ora giungiamo sul relitto agognato. La giornata si presenta con un cielo molto limpido, ma le acque sono sferzate da un discreto grecale che fa montare delle onde non grandi ma fastidiose. Appena pronti ci buttiamo in acqua tutti e quattro nelle vicinanze del pedagno e subito scendiamo verso il fondo. L'acqua è molto limpida e la fiancata di dritta della nave sale dal fondo di 107 metri sino a circa 92 metri. Atterriamo proprio nella parte centrale della nave, il piombo del pedagno è sceso vicino all'albero di maestra. Decidiamo di avviarci verso la prua della nave. La visione del relitto è impressionante perché si tratta di una nave di notevoli dimensioni e quasi completamente integra. Proprio a prua si nota un buco che attraversa lo scafo da parte a parte e ove probabilmente ha colpito il siluro. La prua è l'unica parte della nave che porta i segni dei colpi ricevuti e che ne causarono il rapidissimo affondamento. L'indomani decidiamo di visitare la poppa, la giornata si presenta con meno vento e mare più calmo. Mario tira un respiro di sollievo, oggi farà meno fatica, e come il giorno prima ci carica nel porto di Villasimius ed in meno di mezzora siamo di nuovo pronti a scendere sul bel relitto del San Marco. Siamo atterrati ancora una volta presso l'albero di maestra ma stavolta andiamo a visitare la poppa. Sulla tuga di poppa si erge ancora un bel cannone che punta verso il fondo del mare. Girando attorno alla poppa vediamo la grande elica ed il timone. Poco oltre una rete sale dal fondo fin sulle fiancate del relitto. Io continuo a scattare fotografie e Gianni invece riprende il tutto con la sua telecamera Sony a 3 CCD. Nelle stive vediamo che è rimasto ancora del carbone, che doveva rappresentare il carico della nave al momento dell'affondamento. Al sedicesimo minuto iniziamo una lenta risalita come da tabelle calcolate in precedenza utilizzando il software gratuito V-Planner B che calcola le tappe profonde, mentre verso la superficie allunga le tappe, tipo il buon vecchio metodo di Bühlmann per ottenere la maggior sicurezza possibile per i subacquei. Siamo veramente soddisfatti, in due splendide giornate siamo riusciti a visitare tutta la nave e a realizzare sia un valido servizio fotografico che un ottimo filmato. IL TEAM del "GRUPPO RICERCHE & ESPLORAZIONI T.S.A." era cosi composto Sub - 107: Marco Benvenuti, Marco De Maria, Gianni Moliterni e Claudio Corti. Assistenza in superficie e alle tappe decompressive: Mario Rizzolo, Fabrizio Vacca, Antonello Gabba e Gianfranco Sarriztu. Le attrezzature utilizzate dai sommozzatori erano le seguenti, 2 bombole da 20 o 18 litri per la miscela di fondo (Heliair 10% O2) sempre in acciaio Una da 14 litri per una miscela da viaggio e decompressiva, con Trimix best mix 18% O2, in alluminio Una da 14 o 12 litri per la miscela EAN40 decompressiva, sempre in alluminio. Una da 10 litri per l'ossigeno puro, acciaio o alluminio. Io avevo un rebreather Azimuth a circuito semichiuso in versione alto fondale con bombole in acciaio ed in alluminio. Marco usava le quattro bombole in linea, come aveva appreso vedendo Skeech Exley e con cui ha ormai una completa confidenza, due 20 litri in acciaio e due 12 in alluminio. Gianni e l'altro Marco usavano un tribombola sul dorso ed una decompressiva al fianco. Macchina fotografica Nikon F4 in custodia Huggy Fot Telecamera Sony 3 CCD in custodia Plastmeccanica. Erogatori dei tre sub con ARA: modelli: Scubapro D400 e G250, Poseidon Jetstream e X-Tream, Modulo M tipo Oxigen Titanio, Dacor Viper. Computer utilizzati come Timer e Profondimetri Uwatech Aladin: Smart - Ultra - AIR-Z - AIR-Z/O2 - Suunto Viper Per la preparazione delle tabelle decompressive è stato utilizzato il sofware V-Planner/B I tempi di permanenza sono sempre stati contenuti tra i 15 ed i 16 minuti per una precisa scelta organizzativa, ove si era pensato innanzi tutto alla tutela fisica dei subacquei impegnati nell'esplorazione. Un ringraziamento al "Morgan Diving Center" di Marina di Capitana per il supporto logistico e la ricarica delle miscele. "San Marco"Piroscafo da carico di 3082 tslImpostato a: Newcastle-upon-Tyne come nave da carico Completato il 1919 come "War Summit" Proprietà: The British Shipping Controller (london) Nell'Agosto del 1919 viene acquistato dall'"Adriatica S.A. di navigazione" di Venezia e ribatezzato "San Marco" Nel 1928 passa di proprietà alla "Soc. An. Cooperativa di Navigazione Garibaldi" di Genova Il 1.06.1941 in navigazione da Civitavecchia a Cagliari viene silurato ad un miglio a sud della Serpentara dal smg. Britannico "Clyde" ed affonda in un minuto. Il sottomarino britannico "Clyde"Tipo: River ClassVarato: 15 Maggio 1933 Cantiere: Vichers-Armstrong Entrato in servizio il 12 Aprile 1935 Equipaggio: 61 marinai di cui 5 ufficiali Nella primavera del 1940 assunse il comando Lt. Cdr. D. Ingram. Il 20 giugno del 1940 ha silurato lungo le coste della Norvegia la nave da battaglia tedesca Gneisenau mettendola fuori uso per molti mesi. Per questa azione Lt.Cdr. D. Ingram ricevette l'onoreficienza D.S.C. Dal 1941 al 1944 servi in mediterraneo ove affondò due navi di circa 4.300 tons. Al comando era Lt. Cdr. D. Ingram. Venduto al Sud Africa nel 1946. |









